GRANDE BIAGIO
GRANDE BIAGIO
Era il 1991 o giù di lì…
In una discoteca di Perugia, l’Etoile 54 di domenica pomeriggio a sorpresa, mentre tutti i ragazzi e ragazzini come me ballavano la tecno di quegli anni, il deejay annuncia –“E’ arrivato il momento di presentare un nuovo cantautore…Biagio Antonacci!”.
Io già lo conoscevo, lo avevo già sentito in radio perché appassionato di musica non mi facevo scappare niente, ma le faccie della maggior parte dei ragazzi erano incazzate perché dovevano smettere di ballare, per dar spazio a quel nuovo cantante italiano che non avevano mai sentito.
Non gli e ne fregava niente a nessuno, ma Biagio vicino alla consolle prese il microfono e si mise a cantare sopra le basi che si era portato. Quasi tutti i ragazzi mentre Biagio cantava andarono al bancone del bar fregandosene di lui, quasi nessuno lo guardò. Io andai da lui, mi complimentai e ci conoscemmo. Era un ragazzo semplice, umile ma molto talentuoso, uguale ad adesso.
Mi ricordo che gli chiesi –“Da dove vieni?”. Mi rispose che era di Milano ma la sua etichetta era di Bologna e senza che gli e lo chiesi per far vedere che la sua etichetta era importante ci tenne a dirmi –“Il mio manager è lo stesso di Zucchero!”. Ma a me in quel periodo piaceva più Luca Carboni che era già famoso e gli chiesi se lo conosceva. Mi rispose che era un suo amico e che in quel periodo stava ultimando un album che presto sarebbe uscito. Infatti uscì l’anno seguente dal titolo “Carboni 1992”, conteneva “Ci vuole un fisico bestiale” e “Mare Mare”, vendette più di un milione di copie vincendo tutto credo anche il festival bar.
Nel 1993 facevo il militare a Cesano, vicino Roma, era estate, in un paesino vicino la caserma c’erano i manifesti del concerto di Biagio Antonacci, tenuto nello stadio della squadra locale. Andai a sentirlo da fuori perché entro le undici dovevo essere in caserma. Non c’era quasi nessuno, saranno state una cinquantina di persone, tanto che dopo la prima canzone ringraziò il poco pubblico dicendo –“Grazie per essere venuti, come si dice meglio pochi ma buoni, cerchiamo di divertirci lo stesso!”, ed il concerto continuò.
Qualche anno dopo Biagio divenne famoso al grande pubblico, lo rividi nel 1998 a Perugia dove doveva fare un concerto, me lo presentò un amico comune, c’incontrammo all’Hotel Plaza, c’era anche la sua compagna, la figlia di Morandi con il loro figlio appena nato, andammo in macchina, lui aveva portato una cassetta dove ci fece ascoltare in anteprima le nuove canzoni dell’album che sarebbe uscito a breve. Fu un successo che rafforzò la sua popolarità. Famoso o non famoso era sempre lo stesso, un ragazzone semplice, umile e genuino…un grande.
Biagio è diventato quello che è grazie alla sua tenacia ed al suo grande talento, per questo per me è un esempio di uomo che sa raggiungere il successo da solo, senza mai mollare, uno di quelli che non si ferma mai davanti a niente ed alla fine vince, raggiungendo il suo obiettivo.
Adesso lo conoscono tutti ed è uno dei pochi cantautori italiani che vendono di più e che riempiono palazzetti e stadi. Ma io che l‘ho visto quando ancora nelle discoteche che aprivano di pomeriggio per i ragazzini nessuno lo conosceva, posso dire forte “Grande Biagio!”.






